(Giungere a quasi diciotto anni con la certezza di essere stata recapitata nel posto sbagliato, all’indirizzo meno corretto del caso quel 27 Settembre. Dopotutto si sa, le Poste Italiane fanno spesso errori, perdono per strada lettere importanti, rallentano l’arrivo di pacchi pesanti e spediti con amore e attenzione. Chissà se ugualmente inconcludenti sono le Poste della Vita, quelle che decidono a chi consegnarti, a quale vita destinarti, a quale contorno, sfondo, donarti. Inizio a credere di sì. Inizio a pormi le stesse domande fin troppo spesso, in troppe occasioni, in tutte quelle volte in cui le urla pervadono le stanza attigue a quella in cui cerco di studiare, ogni volta in cui mi rifugio in un libro per non pensare a tanti piccoli frammenti della mia infanzia che mi hanno portato a coprirmi di ferite che ancora mi tirano la pelle.
Continuo a interrogarmi ogni volta che tanti strani, infantili e negativi pensieri mi affollano la testa e influiscono sugli effetti dell’occhio, su tutta l’acqua che si accumula lì, silenziosa. Ogni volta che vorrei concentrare in una bottiglia, in un becher, tutto il veleno che si respira tra queste pareti per poterlo poi eliminare, dissolvere, chimicamente. (Lo dicono pure i Subsonica ‘L’aria è più pesante che mai, quando un fantasma ci brucia l’ossigeno.’ Ma a cosa serve cantarlo, quando vivi in quell’aria tutti i giorni?)
Mi chiedo se questo strano servizio postale mi consegnerà mai tutte quelle parole che reprimo, dentro, nel cuore, nell’anima. Tutte quelle parole che mi renderebbero più semplice la vita, tutte quelle frasi che non escono e non vogliono saperne di collegarmi al mondo. Tutti gli insiemi di lettere che appaiono ai miei occhi sempre sbagliati, esagerati, portatrici di incomprensioni, disturbatrici.
E vorrei tanto sapere se un giorno arriverà un qualche corriere a suonare al portone, per restituirmi tutti quegli abbracci, quei ‘Dai Fè, non sei sola, ci sono io’, quelle attenzioni che mi mancano da sempre, che egoisticamente cerco nelle illusioni, nell’affezionarmi a tutta quella gente che credo perfetta e che invece si rivela come al solito un ennesimo destinatario sbagliato.
Finisco per interrogarmi sui motivi per i quali certe cose vengono giudicate dagli altri a priori, sul perchè ogni mio comportamento debba essere considerato in modo letterale, privo di cause, privo di una vera motivazione nascosta. E mi domando ancora perchè, proprio per questo, debba essere mal considerato senza una corretta analisi di fondo.
Una lettera è giudicata mai per la grafia con cui è scritta, per il suo contenuto, senza capire il reale motivo che si cela dietro essa? Perchè accade con me? Hanno sbagliato il francobollo o l’indirizzo, quel 27 Settembre?
E lo so che dopo diciotto anni non si è arrivati da nessuna parte. Che il mondo non è diviso tutto in bianco e nero, che non sono io quella perfetta e il mondo quello sbagliato.
Sono consapevole che dopo un breve tratto di adolescenza non si diventa persone vissute e non si sperimentano tutti i colpi bassi della vita e tutte le ferite che essa può provocarti. Tanto meno mi aspetto una maturità dopo nemmeno un quarto di secolo.
Eppure ogni volta in cui viene ripetuta la frase ‘Ah, sei così piccola, quante cose devi sperimentare ancora nella vita, fossero questi i problemi!’ io vorrei smetterla di arrossire e di chiudere dentro tutti i miei pensieri, di doverli soffocare. Vorrei dire che sarebbe fantastico rimanere ai tempi delle elementari, quando non riesci a comprendere, quando tutto ha il beneficio del dubbio, quando non immagini nemmeno che il senso di schifo ti corroderà come acido cloridrico lo stomaco tutte le volte in cui osserverai gli occhi di un tuo familiare e ti chiederai il perchè delle tante bugie, il perchè di una delusione così grande.
Ma è impossibile. Si cresce, si iniziano a realizzare oggettivamente le cose, si cercano delle inesistenti risposte razionali. E così accade che ci sono persone per cui l’età non è direttamente proporzionale alle cicatrici, ci sono persone per cui i colpi bassi arrivano presto e le conseguenze contraddistinguono tutto il percorso futuro. Ed è per questo che una persona così piccola ha voglia di scappare, ed è per questo che vorrebbe sparire, che vorrebbe ricominciare ancora, pur sapendo che fino ad ora tutto quello che ha toccato e provato a creare si è rivelato un continuo fallimento. Fallimento continuo, tanto da sentirsi un’estranea persino nella sua vita. E da doversi mettere tra parentesi, disorientata.)
8:13pm 6
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postato da sheismnemophobica